L’ULTIMO MIGLIO DELLE DONNE

L’ULTIMO MIGLIO DELLE DONNE

Mer, 12/09/2020 - 21:04
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I modelli di eccellenza nella gestione della strategia di lotta al contagio sono stati gestiti da donne

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L’attuale presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-wen, 64 anni e leader del Partito Progressista Democratico prima donna a capo di un paese a maggioranza cinese dai tempi dell’imperatrice Wu Zetian all’inizio dell’ottavo secolo - è stata eletta nel 2016 dopo molte sconfitte e tentativi andati a vuoto. Dopo l’ultima di queste batoste, Tsai dichiarò: “Sappiamo che il presidente Ma (è il nome dell’ex presidente, ndr) ascolterà i cittadini, governerà con attenzione e si prenderà cura di tutti.....Speravamo in una nostra vittoria ma è andata diversamente. Ma dobbiamo essere forti...La prossima volta faremo quest’ultimo miglio”.

Viene naturale confrontare questo atteggiamento forte, maturo e costruttivo con la reazione infantile e piccata di Trump all’esito per lui negativo delle elezioni. L’ultimo miglio è stato percorso di slancio e oggi Tsai è l’artefice di uno dei modelli vincenti di lotta al Covid: gli altri sono la Nuova Zelanda (sotto la guida di un’altra presidente donna, Jacinda Ardern); la Corea del Sud (in cui la responsabile della strategia anti-Covid è stata la direttrice dell’Agenzia delle Malattie Infettive Jeong Eun-kyeong) e lo stato indiano del Kerala (grazie alla Ministra della Salute KK Shailaja).

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Elemento comune a tutti questi casi di successo mondiali è la circostanza che le strategie di contrasto al Coronavirus sono state elaborate e gestite da donne. Al di là dei casi di eccellenza che abbiamo descritto sopra, in linea generale nei 19 stati governati da rappresentanti del gentil sesso, come riferisce uno studio della rivista Forbes dello scorso ottobre, si sono verificati meno contagi, meno decessi, meno situazioni critiche.

Se restringiamo il nostro sguardo all’Italia, dove molte amministrazioni regionali hanno utilizzato e cavalcato l’emergenza sanitaria per acquisire visibilità e popolarità di bassa lega, balza agli occhi l’insolito approccio della regione Umbria, dove anziché ricercare notorietà e facile consenso la presidente Donatella Tesei ha perseguito un modello inedito. Dopo aver chiesto e ottenuto la piena collaborazione degli esponenti dell’opposizione, ha dato vita a una vera e propria gestione condivisa della crisi da pandemia.

La Tesei, candidata nella lista della Lega, ha fatto approvare l’ultima risoluzione regionale all’unanimità: Centrodestra, Pd, 5 Stelle e liste civiche hanno sostenuto il piano della governatrice perché, si legge nella relazione al provvedimento, si tratta di “lavoro comune contro un nemico comune”.

I risultati? L’Umbria è tra le poche regioni ad aver attivato tutti i (127) posti di terapia intensiva previsti dai piani nazionali e ne sta aprendo altri 40; ha coinvolto l’Esercito grazie al quale è stato allestito un ospedale di campo a Perugia. Ha indicato priorità chiare e condivise in termini di ricoveri ogni fine settimana e ha deciso la chiusura totale la domenica.

Se andiamo a considerare la leadership politica, anche qui le nazioni governate da donne si distinguono come modelli di buona gestione ed amministrazione concreta ed efficiente. Dai casi più eclatanti ma forse meno significativi perché riguardano realtà di piccole dimensioni e con relativamente pochi problemi, quali la già citata Nuova Zelanda di Jacinda Ardern, l’Islanda di Katrin Jakobsdottir o la Finlandia di Sanna Marin, fino all’immensa Angela Merkel, leader indiscussa della Germania (e dell’Europa) da oltre quindici anni.

.angela merkel

La Kanzlerin – a prescindere ovviamente dalle posizioni ideologiche - è un gigante nell’attuale sconsolante panorama politico, svetta decisamente in termini di visione strategica, carisma e iniziativa. A queste doti, certamente innate ma coltivate e sviluppate con determinazione nel corso degli anni, si è aggiunta, in occasione dell’emergenza migranti, una insospettata sensibilità umana e spirito di solidarietà che l’ha portata a farsi carico, a livello comunitario, di ricercare una soluzione equa e il più possibile condivisa.

La sua vicenda personale, che l’ha vista brillante studente di fisica all’Università di Lipsia, nell’ex Germania Est e poi dirigente politica emersa negli anni del crollo del muro di Berlino come segretario del partito popolare tedesco CDU/CSU. Ha idealmente raccolto il testimone dell’altra grande leader politica del secolo scorso, Margareth Thatcher, dopo aver energicamente “fatto le scarpe” all’altro “gigante” tedesco (questo effettivo, oltre che ideale), Helmut Kohl, artefice dell’unificazione tedesca, incappato in un momento di difficoltà politica.

Nel tempo, la Merkel ha gradualmente consolidato la propria supremazia e il proprio potere, mantenendo sempre equilibrio e forte senso dello stato.

Da ultimo, sempre a livello europeo, non si può trascurare un altro, più recente, esempio di leadership al femminile: la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von del Leyen, nominata nel luglio del 2019 dopo aver militato in molti governi Merkel e da lei fortemente voluta alla guida dell’Organo di Governo UE. Neanche il tempo di prendere confidenza con il ruolo, che si è trovata in mezzo a situazioni inedite e gravissime: emergenza migranti, terrorismo e soprattutto la crisi pandemica con il conseguente gigantesco fabbisogno che minacciava le fondamenta contabili dell’Unione.

In questo mare tempestoso, ha tenuto il timone con fermezza e determinazione, ricercando sempre un equilibrio fra posizioni spesso inconciliabili ma sempre con grazia e con il sorriso sulle labbra: una lezione di stile e di pragmatismo. E’ senza dubbio la migliore presidente di Commissione UE della ormai non troppo breve storia dell’istituzione.

 

Anche nel campo della gestione aziendale non è difficile trovare esempi di eccellenza al femminile; ma in questo caso va riconosciuto che per una donna è molto più difficile emergere e arrivare a ruoli di vertice, nonostante le pari opportunità spesso più teoriche che reali. Il “soffitto di cristallo”, blocca infatti l’ascesa ai ruoli di maggiori responsabilità e quelle che riescono ad infrangerlo devono avere numeri davvero eccezionali.

E’ sicuramente sempre sbagliato generalizzare e dare giudizi sommari di intere categorie di persone, ma siamo convinti che le donne abbiano in generale migliori capacità gestionali e visione strategica rispetto agli uomini, più determinazione, maggiore affidabilità e concretezza, e ogni volta che viene data loro l’occasione lo dimostrano.

Come nel caso di Taiwan, anche l’ultimo miglio è già da tempo stato attaccato e ben presto verrà abbattuto.