CHE NON SIA L’ANNO DELLE BOLLE

CHE NON SIA L’ANNO DELLE BOLLE

Mer, 12/16/2020 - 21:06
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L’augurio per i nostri 10.000 lettori è che l’anno nuovo ci tenga lontano dalle bolle, finanziarie o di isolamento.

.2021

L’augurio che vogliamo fare agli ormai quasi 10.000 lettori di questo sito è che il 2021 non sia l’anno delle bolle. Ben pochi sicuramente rimpiangeranno questo 2020, che - a torto o a ragione - verrà ricordato dai posteri come l’anno nefasto della pandemia e, certamente, ben pochi avranno nostalgia dell’anno che finisce.

Facciamo fatica a pensare a qualcosa di positivo accaduto nel 2020, ovviamente in termini generali giacchè nelle vicende private di alcuni è ben possibile che eventi particolari abbiano portato serenità e gioia. E tuttavia sappiamo bene, come diceva Freak Antoni, che quando si è toccato il fondo, si può sempre cominciare a scavare.

.emergenza sanitara

 

Siamo convinti che con l’anno nuovo l’emergenza sanitaria finirà, così come avevamo già scritto in tempi non sospetti in merito alla disponibilità dei vaccini. Ma il rischio è che lo strascico di questa esperienza continui a ipotecare, anche pesantemente, la nostra vita sociale e le abitudini che avevamo e che abbiamo dovuto mettere pesantemente in discussione.

Il rischio vero è quello di trovarsi a vivere una bolla, isolati e fuori dal mondo, che non sia quello virtuale dello schermo di un computer. Il lavoro, il tempo libero, gli eventi culturali, il divertimento: il nostro mondo rischia di essere ermetico, inaccessibile e autoreferenziale. Chiuso anche agli affetti e alle amicizie, timoroso di quello che c’è fuori e rintanato nel bozzolo del distanziamento sociale.

.bolle

L’eredità del coronavirus rischia di essere una bolla che ci porteremo dietro per lungo tempo e che alla fine ci cambierà i connotati: non più proiettati all’esterno, per seguir virtute e canoscenza, ma a viver come bruti rinchiusi nelle case, dove solo gli intimi potranno avere accesso e, magari, in numero non superiore a 6.

Anche per quanto riguarda il mondo finanziario, non c’è dubbio che le vicende degli ultimi mesi abbiano creato una situazione di potenziale bolla. I mercati azionari, in modo particolare quello USA ma anche quello europeo e, nel nostro piccolo, quello di Piazza Affari, sono da tempo interessati da una prolungata fase di crescita molto sostenuta, ormai del tutto decorrelata con l’andamento economico delle società che vi sono quotate.

Abbiamo cioè da un lato Wall Street che brucia continuamente record al rialzo e, dall’altro, Main Street dove invece la produzione arranca, il lavoro è carente e interi settori economici vengono spazzati via dalla crisi. Quanto potrà durare?

Per rispondere a questa domanda occorre prima capire quali sono le cause di questa situazione. E il motivo principale è molto chiaro: le politiche monetarie fortemente espansive messe in atto da tutte le banche centrali del mondo, che hanno inondato i sistemi di liquidità. Il punto è che tale liquidità avrebbe dovuto essere utilizzata (tramite i prestiti delle banche) per far aumentare la domanda di beni di consumo – da parte delle famiglie – e di beni di investimento – da parte delle aziende di produzione – in modo da far crescere il reddito nazionale. Ma se le famiglie non consumano e le aziende non investono, quella liquidità prima o poi finisce sui mercati finanziari, ovvero sui mercati azionari dato che i tassi, e quindi i rendimenti delle obbligazioni, sono mantenuti ai minimi storici e in alcuni casi sono finanche negativi.

Potremmo quindi dire (e in effetti molti lo dicono) che finché le banche centrali continueranno a perseguire la policy espansiva degli ultimi mesi, i prezzi delle azioni continueranno a salire o, quanto meno, a non scendere.

E invece…

.lehman brothers

Se c’è una cosa che abbiamo imparato con la grande crisi del 2007/2008 è che i mercati possono fare qualunque cosa e prima o poi la fanno[1]. Non ci sarebbe molto da stupirsi se di punto in bianco il panico si impadronisse degli investitori e il sentiment del mercato cambiasse repentinamente direzione, innescando il crollo. In questi casi spesso non si ha tempo per uscire indenni dagli investimenti e si viene colpiti in pieno dallo scoppio della bolla.

.bolla

Per questo l’augurio che ci sentiamo di fare ai nostri lettori è che l’anno che verrà non sia l’anno delle bolle, sia quelle finanziarie che possono polverizzare gli investimenti, sia quelle sociali che possono mettere in discussione la nostra natura di animale politico, come diceva Aristotele.

Naturalmente con questo non vogliamo dire che sarebbe opportuno cullarsi nell’illusione che i mercati possano crescere all’infinito oppure che il virus scompaia all’improvviso, andandosene così come era venuto. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine: l’importante è saper interpretare i cambiamenti e riuscire a prendere le dovute contromisure, sia per contrastarli che per cavalcarli.

 

[1] Questa è la citazione preferita di un grande trader in commodities, Giancarlo Dall’Aglio, a cui sono debitore, oltre che di questo pensiero, anche di molti ottimi consigli di investimento.