I Dieci Comandamenti

I Dieci Comandamenti

Mar, 01/14/2020 - 08:49
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Dopo la pausa natalizia, torniamo a parlare di mercati. Come abbiamo scritto nell’ultimo articolo dell’anno scorso, gli investimenti continuano a darci soddisfazione e anche il nuovo ventennio tutto sommato è iniziato sotto il segno della buona salute. Quale miglior momento dunque per puntualizzare alcune raccomandazioni di buon senso che aiutino l’investitore razionale e prudente ad evitare bruschi risvegli e perdite dolorose.

La nostra strenna ai lettori, ai quali siamo grati della costanza e della fedeltà che sarà presto premiata con una nuova veste del blog, è un decalogo di comportamento, la cui osservanza garantirà di restare sempre a galla, anche nei momenti di caduta del mercato che purtroppo arriveranno.

  1. Seguire sempre una strategia che tenga conto della nostra situazione finanziaria, economica e patrimoniale, della propensione al rischio e individui obiettivi chiari, misurabili e realizzabili. L’asset allocation strategica, ovvero la ripartizione ideale del portafoglio per categorie di strumenti finanziari, deve indicare la direzione di marcia da non abbandonare mai.
  2. Comprare con giudizio e senza fretta: si guadagna solo se si acquista bene, senza farsi prendere dalla frenesia del click o dalla paura di perdere le occasioni. I titoli non scappano, meglio perdere un possibile guadagno che trovarsi inchiodati da un investimento fatto male.
  3. Per comprare seguire sempre la regola del tre: dobbiamo trovare almeno tre fonti diverse e attendibili che ci consiglino l’acquisto, siano report degli analisti, articoli di giornale, consigli dei consulenti o voci intercettate: se non esistono nel mondo almeno tre pareri favorevoli, probabilmente stiamo prendendo un abbaglio.
  4. Per ogni investimento darsi un limite massimo di perdita che siamo disposti a tollerare e, se si arriva a quel punto, non esitare a uscire. Si può usare la tecnica dello stop loss oppure, meglio, il monitoraggio costante. Non è facile vendere un titolo e incassare una perdita, e all’inizio è doloroso, ma da qui si deve passare: non esiste una storia di investimenti senza perdite e il meglio che si può fare è contenerle entro limiti accettabili prestabiliti.
  5. Quando siamo al 20% di guadagno, vendere senza indugio. Si può anche fissare un limite inferiore, ma è bene imporsi una disciplina di comportamento che ci porti a realizzare i guadagni quando hanno raggiunto il nostro obiettivo. Se poi il titolo continua a salire, si potrà sempre ricomprare ma dovremo valutare la nuova situazione alla luce della nostra asset allocation strategica e dei nuovi parametri che la maggiore quotazione esprime.
  6. Farsi sempre un’idea precisa e personale di dove mettiamo i nostri soldi: anche se abbiamo tante indicazioni, dobbiamo fare uno sforzo per analizzare senza pregiudizi la nostra idea di investimento: evitiamo la sindrome del “pacco postale” e l’adesione inconsapevole a indicazioni esterne, che generalmente sono mosse da obiettivi diversi dall’interesse dell’investitore.
  7. Monitoriamo, anche con l’aiuto di un consulente, almeno mensilmente il risultato del nostro portafoglio e confrontiamolo con gli obiettivi strategici che ci eravamo proposti, per capire a che punto del percorso siamo. Se anziché avvicinarsi alla meta ce ne allontaniamo, dobbiamo capire perché: si tratta di un movimento temporaneo destinato a rientrare oppure avevamo sbagliato previsioni o ci eravamo posti obiettivi irrealizzabili? In questo caso, valutiamo di modificare la strategia.
  8. Teniamoci sempre informati di quello che succede nel mondo, e in particolare sui mercati in cui operiamo. Pur senza dover rincorrere tutte le notizie, tuttavia è bene avere un’idea di come si sta muovendo l’universo in cui abbiamo investito, o pensiamo di investire, i nostri risparmi; è utile quindi seguire gli avvenimenti non solo di natura economica, ma di attualità e politica (pensiamo ai recenti fatti in Iran che hanno determinato forti, anche se temporanee, conseguenze sui mercati).
  9. Teniamoci al giusto livello di diversificazione: qualche investimento decorrelato – ovvero che ha andamento non collegato agli altri - è prudente, ma troppa frammentazione produce solo aumento di costi e riduce la probabilità di fare buoni risultati se – come speriamo – le nostre analisi sono giuste e la nostra strategia è premiante.
  10. Facciamo singoli investimenti di importo minimo significativo, almeno 10.000 Euro l’uno, meglio se 20.000: per stake inferiori non potremmo avere risultati apprezzabili soprattutto se il nostro stile di investimento è attivo e dinamico. In questo caso infatti saremo portati a liquidare posizioni con guadagni contenuti, anche del 3 o 4 per cento, col solo risultato di arricchire gli intermediari.

 

Si tratta di dieci regolette di facile comprensione, anche se non sempre di immediata attuazione, che dovrebbero diventare una modalità automatica di comportamento. La loro osservanza garantisce di non incorrere in perdite devastanti e di realizzare buoni risultati con i nostri investimenti.