AVVISO AI NAVIGANTI - IL BOSCO DI GARLASCO
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Ennio Flaiano avrebbe detto: “la situazione è grave ma non è seria”. Mentre l’orbe terracqueo è sull’orlo del baratro, noi ci dilettiamo col reality della famiglia nel bosco oppure alla ricerca delle soluzioni di cold cases come Garlasco, che ormai vanno per i vent’anni. Non che non si debba indagare, per carità, ma francamente stucca la curiosità un po’ pelosa del guardonismo digitale avallata da tv e giornali mentre sul Titanic tre anziani dementi guerrafondai (Trump, Putin e Netanyahu) ci stanno allegramente accompagnando verso il gotterdammerung, il crepuscolo degli dèi.

Meglio, molto meglio, distrarsi col giro d’Italia o, per i più acculturati, con la biennale di Venezia, dove fra l’altro – oltre alla batacchia umana che protesta a testa in giù contro il clima - ci si potrà godere un po’ di sana polemica con Russi, Ucraini e Israeliani. Un tempo, quando era giovane, il Nostromo avrebbe detto: più c’è casino, più mi diverto.

I mercati però sembrano puntare sull’imminente fine della guerra, forse contando sull’intervento della Cina, dove la prossima settimana volerà Trump, che non ha fatto mistero di essere ormai stanco della guerra: forse si è già divertito abbastanza o magari ha già guadagnato troppo fra scommesse e insider trading. Sta di fatto che Nasdaq e Dow Jones continuano a inanellare nuovi massimi e a crescere come se non ci fosse un domani. Il Nostromo consiglia però di tenersi alla larga, intanto perché l’agognata pace può allontanarsi ancora, e poi perché le quotazioni hanno già raggiunto livelli fuori da ogni logica. Meglio continuare sugli emergenti, come aveva suggerito qualche settimana fa (speriamo per i lettori che qualcuno abbia seguito il suo consiglio…) o puntare di nuovo sull’oro, che sta piano piano continuando a crescere.
IL NOSTROMO
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